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Dec, 2020

“CI” portiamo a casa

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Ancora una volta CI ritroviamo noi,
i noi di prima ma un po’ diversi, cresciuti e arricchiti della nostra conoscenza:
conoscenza reciproca tra volontari ma anche conoscenza di noi stessi,
arricchiti dal confronto interpersonale e dalle emozioni che questo fa nascere.
Ci portiamo a casa tanti sentimenti che la sorpresa di tutti questi ingredienti ha suscitato………:
la bellezza di incontrare persone nuove e di conoscere un po’ di più chi vediamo di sfuggita;
la bellezza di vedere tanti volontari e la scoperta di quanti siamo;
la certezza che ci sia molto di più di quanto singolarmente possiamo vedere;
l’opportunità del confronto tra persone diverse per età, conoscenze, esperienze, vissuti;
la consapevolezza della comunione di intenti e obiettivi: tante tessere di un unico puzzle;
la leggerezza e la serietà nell’affrontare argomenti significativi;
la fiducia in chi ci supporta e ci guida quotidianamente ma anche in queste occasioni di crescita;
la sorpresa nella disponibilità all’accoglienza del nuovo e alla crescita;
l’importanza di dedicare il tempo giusto per affrontare tematiche importanti
e dense di esperienze, conoscenze e vissuti;
l’occasione per conoscere il contesto e capire di essere nel posto giusto;
la disponibilità all’ascolto e all’aiuto;
il desiderio di imparare;
l’acquolina data dell’aspettativa di un miglioramento delle nostre competenze e conoscenze
il tutto condito con abbondanti dosi di gioia e entusiasmo!

Edoardo, Francesca T. , Maria Nella, Michela L., volontari

Stare nella relazione con un bambino accolto, nel gruppo di volontari e con gli operatori che svolgono servizio in Associazione è fondamentale per chi vive la nostra opera.

È un impegno costante, è attenzione al sé e al noi, è fuoco che alimenta la vita.

Fa stare bene, dona alle persone senso di appartenenza costruendo fiducia e motivando al miglioramento, avvicina ad una comune visione di futuro.

Come il fuoco arde e cambia forma, così la necessità di esserci e di tessere fili tra noi e ciò che ci lega, trova nuovi modi per realizzarsi.

Non ci riferiamo soltanto al servizio educativo da remoto o all’inevitabile supporto ai ragazzi in D.A.D. (didattica a distanza) ma anche alla formazione che in questo periodo abbiamo proposto ai volontari che affiancano i bambini nel sostegno scolastico e nel trasporto.

In una realtà come la nostra in cui la cura della relazione si svolge fondamentalmente “in presenza”, si è svolto il primo modulo di tre incontri da remoto: tre serate dedicate alla conoscenza reciproca (siamo tanti ma difficilmente ci incontriamo tutti), al lavoro di costruzione del gruppo e alla condivisione di ciò che può essere utile per “stare” accanto ai ragazzi, per leggere e rispondere ai loro comportamenti e migliorare la relazione educativa.
Gli incontri sono stati tenuti e gestiti da Marco Napoletano costantemente allineato con l’equipe educativa, professionista appassionato e coinvolgente, esemplare nel condividere con vivacità e intelligente leggerezza contenuti profondi.
La risposta da parte dei volontari è stata sorprendente, con un costante ed elevato numero di partecipanti nonostante l’ora tarda e la stanchezza della giornata. Un’ulteriore conferma a che il vero risultato viene da loro, volontari appassionati e disponibili a cogliere ogni proposta di arricchimento pur di “stare nella relazione”, con aspettative chiare e con la certezza di ricevere dall’altro qualcosa di buono.

Abbiamo chiesto ad alcuni di loro di raccontarci cosa si sono “portati a casa” da questi incontri.
La loro risposta è stata “CI” portiamo a casa. E da qui anche il titolo di questo articolo.

GRAZIE.

Siete parte di una comunità educante, di ciò che siamo e di come desideriamo essere per accompagnare i nostri ragazzi.

Francesca, promozione e sviluppo

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